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Oli vegetali || Biodiesel || Bioetanolo
  • Soia
  • Girasole
  • Colza
  • Palma
PRODOTTI VEGETALI

Le fonti rinnovabili come le biomasse e gli oli vegetali rappresentano un alternativa immediata ai prodotti fossili ricavati dal petrolio sia per produrre calore sia per fare energia elettrica, è nostra intenzione seguire lo sviluppo e l’inserimento nel mercato dei questi nuovi prodotti energetici.

Le 4 principali fonti agroenergetiche mondiali

E’ di oltre 110 milioni di tonnellate all’anno la produzione mondiale di oli vegetali. Ben il 70% deriva dalle quattro specie vegetali seguenti:

Soia
E’ una risorsa alimentare di grandissima importanza per l’alto contenuto proteico che ne ha fatto alimento di base dell’intero continente asiatico fin dall’antichità. Il seme oleoso di questo legume contiene 40% di proteine e 20% di olio. Il resto è costituito da carboidrati (35%) e da ceneri (5%).
I maggiori produttori mondiali di seme di soia sono nell’ordine: USA (37%) che ne è anche grande esportatore, Brasile (25%), Argentina (19%), Cina e India (10%). La produzione mondiale supera i 233 milioni tonnellate annue ed impegna 94 milioni di ettari di terreno. L’olio che se ne ottiene (Soybean Oil – SBO) è secondo solo all’olio di palma con 36,7 milioni di tonn/anno. Viene estratto con esano, raffinato e, idrogenato o meno, utilizzato in moltissimi prodotti alimentari quali margarine, oli per frittura, salse e prodotti da forno. A livello industriale viene usato anche come componente negli inchiostri per stampa tipografica e nella preparazione di cosmetici e saponi. Il materiale rimanente, ricco in proteine, viene usato come alimento animale. A partire dagli anni ’90 il SBO è stato usato sempre più regolarmente come bio-diesel, previa esterificazione e deidratazione, anche in combinazione con olio di colza, il prodotto ottenuto è risultato idoneo alla miscelazione con gasolio minerale
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Palma
L’olio di palma (Crude Palm Oil - CPO) è ottenuto dai frutti della pianta, sulla quale crescono in grappoli di 40/50 Kg. Da 100 Kg di frutto si ottengono circa 20 Kg di olio. Un ettaro di palmeto produce tipicamente 2-3 tonnellate di olio ma può arrivare fino a 5 tonnellate, una produttività ben 10 volte superiore a quella ottenibile dalla coltivazione di altre piante oleose come arachide o soia.
La produzione mondiale di CPO che si attesta sui 38 milioni di tonnellate annue è per l’80% localizzata in Malesia (16 milioni di tonnellate) e Indonesia (17 milioni di tonnellate). Altri produttori importanti sono Colombia, Nigeria, Thailandia ed Ecuador.
Cina, USA, Unione Europea, Pakistan e India sono i mercati di destinazione finale di quest’olio, che tradizionalmente vi trova utilizzo come grasso vegetale nella preparazione di prodotti alimentari. L’uso a scopo energetico è invece molto più recente e consegue all’impegno della comunità internazionale di promuovere fonti energetiche alternative non solo eco- compatibili (niente gas-serra, niente zolfo allo scarico) ma anche bio-rinnovabili in quanto legate al ciclo di fruttificazione naturale della pianta. Due gli utilizzi energetici del CPO: come carburante bio-diesel previo trattamento di esterificazione e successiva deidratazio- ne, utilizzo per il quale l’olio di palma è tuttavia idoneo solo d’estate a causa della sua tendenza a solidificare col freddo (questo motivo per fare biodiesel si preferiscono colza e soia, materie prime oleose molto più fluide a bassa temperatura). L’altro utilizzo del CPO è come carburante di alimentazione di impianti di generazione diesel-elettrica, impianti che si vanno diffondendo in aree geografiche non connesse con la rete elettrica nazionale (ad esempio isole minori) o dove possano servire utenze di dimensione medio/piccola interessate all’acquisto combinato di energia elettrica-termica- frigorifera (ad esempio centri commerciali-grandi comunità).
Colza
La colza è una pianta di origine mediterranea, utilizzata nel medioevo come foraggio e per il sovescio delle colture; coltivata anche in Cina ed in India, l’utilizzo come olio è stato utilizzato tra fine 800 e inizi 900 in nord Europa come alimento in sostituzione dello strutto.
Questa pianta oleaginosa dai bei fiori giallo- brillante suscitò i primi interessi solo una trentina di anni fa quando in Canada si riuscì ad ottenerne una variante commestibile a basso contenuto di acido erucico chiamata Canola (marchio registrato). La colza è una coltivazione tipica delle zone continentali . La produzione mondiale dei semi è attorno ai 46 milioni di tonnellate/anno e impegna 27 milioni di ettari. Ai primi posti tra i produttori l’Unione Europea (16 milioni di tonnellate), la Cina (13 milioni di tonnellate), il Canada (9 milioni di tonnellate) e l’India (6 milioni di tonnellate). Dal seme si ottiene farina di colza, usata come alimento animale tranne che in Italia, e l’olio, la cui resa non supera una tonn/ettaro (tipicamente 0,8t/ha).
L’olio di colza (Rapeseed Oil – RSO) viene usato nella alimentazione umana dopo essere stato raffinato. Entra nella preparazione di molte specialità alimentari – prodotti da forno, salse, oltre che come olio di frittura. In campo energetico è tipica la destinazione a biodiesel dove gioca un ruolo di primo piano essendo per qualità un eccellente carburante, naturalmente dopo esterificazione e deidratazione.
Girasole
L’olio da girasole (Sunflower Oil – SFO) con 11 milioni di tonnellate/ anno rappresenta il 13% della produzione mondiale di tutti gli oli vegetali. Le maggiori produzioni sono nella Comunità Europea, in Russia, in Ucraina e in Argentina. La resa di SFO per ettaro oscilla tra 0.6 e 2.0 tonn, il seme contiene 43% di olio e 25% di proteine idonee alla alimentazione animale. L’Italia è un produttore significativo di SFO che tuttavia continua ad avere destinazione quasi esclusivamente alimentare in ragione del costo di produzione elevato, pur se possiede caratteristiche chimico-fisiche idonee all’impiego energetico.